La ricetta della baguette

Per quanto io mi possa sbizzarrire con tutte le farine integrali, biologiche, biodinamiche, i cereali più sconosciuti e tutti semini possibili in aggiunta, a mia figlia Blanca, undici anni e molte idee nel cassetto, (tipo anche conquistare il mondo) il pane integrale o nero o scuro come dice lei, non piace. Dopo qualche giorno che io propongo il pane, che tutti i miei ospiti divorerebbero in un istante, lei mi minaccia di comprarsi del pane bianco confezionato in busta con i suoi risparmi. A quel punto di solito cedo e procedo nella panificazione dei panini al latte o delle semplici baguette. Ho riflettuto molto su questo argomento e sono ormai convinta che i bambini, nella maggior parte, ma con qualche eccezione, rifiutino con cognizione, dai cavoli alla farina dal sapore intenso come la segale, passando dai finocchi crudi. Loro giustamente puntano alla dolcezza, e la scoperta dei sapori integrali arriva dopo. Questo non vorrà dire che comprerò tutti giorni il pane in busta o che smetterò di preparare le mie adorate pagnotte dal sapore di altri tempi, ma che mi riprometto di preparare alla figliola, occidentale e viziata almeno quanto la madre, una volta a settimana del pane bianco.
Oggi vi racconto la ricetta delle baguette, che tra l’altro dovreste immaginare ancora tiepidine e fragranti, tagliate a metà e con la mortadella dentro… farebbero svenire anche voi e me, non solo la Blanca!
Prima preparo il lievitino: 100 gr di farina, 60 gr di acqua e 12 gr di lievito di birra. Mescolo, impasto dentro una ciotola e poi lo copro con un telo umido e lo lascio lievitare per un’ora. Nella stessa ciotola aggiungo 400 gr di farina 0 e 100 gr di farina 00. Poi 300 gr di acqua, inizio a mescolare, aggiungo un cucchiaino di sale e impasto, prendendo dentro bene anche l’impasto del lievitino. Trasporto la massa sul piano e la lavoro tirandola e riavvolgendola per 5/10 minuti. Quando ottengo una bella palla, la rimetto nella ciotola, coperta dal telo umido e la lascio di nuovo lievitare per 45/60 minuti. Passati questi riprendo l’impasto in mano e modello tre bei filoni, della lunghezza della teglia del forno di casa. Li stendo sulla teglia ricoperta di carta da forno  e li incido con una lametta nel modo classico e trasversale. Spennello con un’emulsione di acqua e olio (in un bicchiere si sbattono un po’, tre cucchiai di acqua e tre d’olio). Lascio lievitare altri 45 minuti, spolvero con una veloce manciata di farina e inforno a 250° per 10 minuti e altri 15 a 180°/200°. Avete comprate la mortadella?

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